E’ bello ricordarci che non siamo scaraventati nel mondo per vagarci senza meta fino al giorno in cui la nostra presenza qui si conclude non si sa bene con quale destino!
Al contrario noi siamo pellegrini, uomini e donne che sono posti nel mondo perché, passo dopo passo, ci incamminiamo verso la meta, l’incontro con il Signore.
Questo cammino lo compiamo ogni giorno dentro l’incedere della vita quotidiana, facendo di ogni incontro umano e di ogni situazione esistenziale una occasione in cui trovare la presenza del Signore.
Siamo aiutati a ricordarci del nostro essere viaggiatori da speciali momenti in cui viviamo un pellegrinaggio la cui meta è l’incontro con una figura di santità.
Siamo idealmente tutti insieme pellegrini verso Loreto, Cascia e Norcia, portati dalla preghiera di coloro fra noi che possono essere presenti a questo momento.
A Loreto, il primo maggio, giorno di inizio del mese mariano, ci affidiamo all’intercessione di Maria, lì, nel luogo in cui secondo antica tradizione vi è la casa di Nazareth, guardiamo a Gesù pellegrino, maestro vero di ciascuno di noi, colui che ci ha preparato la via, ce l’ha indicata percorrendola lui stesso, si è fatto via, verità e vita.
Ci lasceremo poi accompagnare da due straordinarie figure di santità: Rita e Benedetto.
Norcia è il paese natale del santo monaco. In un tempo stravolto dalla barbaria, quest’uomo ha generato un movimento che ha permesso al mondo occidentale di allora di custodire il patrimonio prezioso di umanità generato dal cristianesimo. Significativo guardare a lui in questo momento attraversato da analoga barbaria, con il desiderio che, anche oggi, la Chiesa sappia essere presenza capace di seminare semi di speranza per una umanità riconciliata e riconciliante. A lui affideremo la nostra comunità e le fatiche dell’umanità.
Cascia e Roccaporena sono il piccolo fazzoletto di terra entro cui si è svolta l’intera esistenza di Rita: figlia, donna, moglie, madre, monaca, santa. Un’esistenza intensissima capace di emanare una singolare luce proprio nello svolgersi ordinario dell’esistenza; lei, divenuta la santa dell’impossibile, è proprio l’emblema del possibile qui ed ora, in ogni condizione esistenziale. Ha vissuto il vangelo in ogni frangente della sua vita, sempre in obbedienza al volere divino, anche quando non compresa. A lei affidiamo il nostro quotidiano, le nostre famiglie, i nostri rapporti affinchè siano illuminati dalla luce del risorto, dalla grazia dello Spirito.
In queste intense giornate ci impegniamo dunque ad una preghiera comunitaria, chi è fisicamente in pellegrinaggio e chi lo è spiritualmente, sostenendoci reciprocamente, soprattutto intercedendo per il mondo, bisognoso di ritrovare armonia.
Raccogliamo in questi giorni anche la ricchezza del viaggio papale che abbiamo ricordato la scorsa settimana, diamo uno sguardo ai suoi interventi, alle sue omelie, per sentirci parte di una unica Chiesa, dentro un cammino condiviso, animati da una medesima speranza.
Buona continuazione del viaggio!